Quando si parla di ultime volontà, uno dei dubbi più frequenti riguarda la conservazione del documento il testamento revocato è ancora valido? E cosa succede se l’originale scompare ma si possiede una fotocopia? Una recente e fondamentale ordinanza della Corte di Cassazione (n. 4137 del 18 febbraio 2025) ha affrontato un caso complesso che coinvolge smarrimenti notarili e fotocopie firmate dal testatore, fornendo criteri rigorosi per stabilire l’efficacia delle disposizioni ereditarie.

La presunzione di revoca del testamento olografo (Art. 684 c.c.)

Secondo l’ordinamento italiano, il testamento olografo deve essere scritto, datato e sottoscritto interamente di pugno dal testatore. L’articolo 684 del Codice Civile stabilisce che se un testamento viene distrutto, lacerato o cancellato, si presume che il testatore abbia voluto revocarlo.

Il punto centrale per la giurisprudenza è l’equiparazione tra distruzione e irreperibilità:

  • Se l’originale del testamento non viene trovato al momento della morte, la legge presume che il defunto lo abbia distrutto per revocarlo.
  • In questo caso, il testamento non è più valido, a meno che non si fornisca una prova contraria estremamente solida.

Il caso: il testamento smarrito dal notaio e la fotocopia conforme

La sentenza n. 4137/2025 nasce da una disputa tra il fratello di un testatore e i beneficiari indicati in una fotocopia del testamento. Il notaio aveva pubblicato una copia fotostatica poiché l’originale, a suo dire consegnatogli fiduciariamente, era andato perduto. La copia recava la dicitura “copia conforme all’originale” con la firma autografa del testatore su ogni pagina.

Nonostante i primi gradi di giudizio avessero ritenuto il testamento valido, la Cassazione ha ribaltato il verdetto. La Suprema Corte ha stabilito che:

  1. La firma sulla copia non basta: L’attestazione di conformità firmata dal testatore non può sostituire i requisiti di autografia dell’originale previsti dall’art. 602 c.c..
  2. Il ruolo del notaio: Le dichiarazioni del notaio sullo smarrimento hanno valore di confessione solo ai fini della sua responsabilità professionale, ma non sono sufficienti a provare che il testatore non volesse revocare l’atto.

Come provare che un testamento non è stato revocato?

Per rispondere alla domanda se il testamento revocato è ancora valido, dobbiamo capire come “vincere” la presunzione di revoca. Chi vuole far valere il testamento smarrito deve dimostrare che:

  • Il documento è stato distrutto o smarrito da un terzo senza il consenso del testatore.
  • Lo smarrimento è dovuto a causa fortuita o forza maggiore.
  • Il testatore ha distrutto l’atto ma senza l’intenzione di revocarlo (assenza di animus revocandi).

Questa prova può essere data con ogni mezzo, comprese testimonianze e presunzioni, purché si raggiunga la certezza che la scomparsa del documento non sia riconducibile a una scelta del defunto.

La validità della fotocopia nel diritto successorio

Molti utenti cercano online se una fotocopia del testamento abbia valore legale. La Cassazione è stata chiara: in presenza di una copia, il mancato disconoscimento della sua conformità diventa rilevante solo dopo che è stata superata la presunzione di revoca. Se non si prova perché l’originale manca, la fotocopia non ha alcun potere di regolare la successione, la quale si aprirà per legge (successione legittima) a favore dei parenti più prossimi.

Conclusioni

In sintesi, un testamento che si presume revocato non è valido a meno che non si riesca a ricostruire giudizialmente il percorso che ha portato allo smarrimento dell’originale. La recente giurisprudenza del 2025 conferma che il rigore formale è la massima garanzia della libertà testamentaria.

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