La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17356 del 1° giugno 2026, è tornata a pronunciarsi in modo perentorio sull’ipotesi di un testamento con data incompleta. Abbiamo già parlato del testamento con la data sbagliata, ora vedremo il caso del testamento con data incompleta. La Suprema Corte, anche in questo caso ha confermato un orientamento rigoroso a tutela della certezza del diritto e della formalità dell’atto di ultima volontà.
La vicenda giunta sino in Cassazione riguardava un testamento olografo impugnato da un erede, escluso dall’eredità, sul rilievo per cui la data apposta sulla scheda testamentaria era indicata col solo anno “1996”, senza alcuna specificazione del mese e del giorno. Nel complesso iter giudiziale, la Corte d’Appello di Milano era giunta a dichiarare l’invalidità del testamento olografo per incompletezza della data. La Corte meneghina affermava che il testamento era annullabile in quanto recava soltanto l’anno (cioè il 1996) senza alcun’altra indicazione di giorno e mese.
I convenuti sostenevano che il testamento fosse stato convalidato ex art. 590 del Codice Civile. Questa norma stabilisce che la nullità di un testamento non può più essere contestata da chi, conoscendo il vizio, ha confermato la disposizione o vi ha dato volontaria esecuzione dopo la morte del testatore. E’ una regola che permette di salvare le ultime volontà scritte male o nulle per difetti formali. La condotta rilevante ai fini della convalida, però, deve essere incompatibile con la volontà d’impugnarlo e, nel caso in specie, la sola accettazione dell’eredità non determinava la convalida.
La Cassazione preliminarmente, ha ribadito che, in tema di testamento olografo, l’incompleta o omessa indicazione della data è causa di annullabilità. Si tratta infatti di requisito richiesto dall’art. 602, comma secondo, c.c., ai fini della validità del testamento e tale elemento non può desumersi “aliunde”.
La Suprema Corte ha ricordato che l’impugnativa del testamento volta ad accertare la mancanza o la incompletezza della data è una azione autonoma. Cosa significa? Significa che la mancanza di data o la non completezza della stessa sono elementi autosufficienti per far valere la invalidità di un testamento. L’invalidità del testamento, infatti, è diversa dalla “non verità” della data del testamento.
La Cassazione con la risalente sentenza n. 1323 del 24/06/1965 ebbe già occasione di chiarire che la mancanza o l’incompletezza della data del testamento olografo, a differenza della non verità della stessa data, sono incondizionatamente configurate come causa di annullamento. Ciò significa che tali vizi del testamento possono essere fatti valere anche se non si controverta sulla capacità del testatore, sulla priorità di data fra più testamenti o su altre questioni da decidersi in base all’accertamento del tempo in cui il testamento olografo fu redatto.
Come è abbiamo appena evidenziato, la data del testamento può essere una occasione per invalidarne il contenuto. Sia nel caso in cui il testamento contenga una data incompleta, sia nel caso in cui il testamento contenga una data sbagliata.
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