La recente sentenza del Tribunale di Milano, n. 10934 del 19 dicembre 2024 in tema di madre assente e risarcimento danni, affronta il delicato tema della privazione della figura materna. La pronuncia si inserisce in un contesto giurisprudenziale che riconosce la responsabilità genitoriale in caso di violazione dei doveri di assistenza e presenza verso i figli, offrendo spunti di riflessione per chi cerca giustizia in situazioni di abbandono affettivo.

Il caso: abbandono materno e richieste di risarcimento

La vicenda riguarda una madre che, dal 2013, aveva interrotto ogni rapporto con il figlio all’epoca undicenne. La donna si era astenuta sia dal contribuire economicamente al suo mantenimento sia dal fornire supporto affettivo. Il padre e il figlio maggiorenne, ma non economicamente autosufficiente, hanno agito in giudizio chiedendo:

  • Un contributo mensile di 400 euro per il mantenimento del figlio.
  • Il risarcimento dei danni non patrimoniali per la privazione della figura materna, quantificati in 200.000 euro.
  • Il rimborso di 30.000 euro per le spese sostenute dal padre per il mantenimento del figlio.

La donna convenuta in giudizio contestava l’inammissibilità delle domande e la mancanza di prove circa il danno subito dal figlio.

Madre assente deve pagare il mantenimento attuale e pregresso

Il Tribunale ha accolto la richiesta di condanna della madre di pagare un assegno mensile di 400 euro per il mantenimento del figlio. L’importo è stato ritenuto congruo in ragione alle esigenze del figlio (rette universitarie, trasporti, pasti) e alle capacità economiche della madre, infermiera a Milano. L’assegno è accompagnato dall’obbligo di contribuire al 50% delle spese straordinarie, come previsto dalle Linee Guida del Tribunale di Milano.

Il padre ha ottenuto il rimborso delle spese sostenute per il mantenimento esclusivo del figlio nell’ultimo quinquennio. Il Tribunale ha anche confermato la legittimazione del padre a richiedere il rimborso del mantenimento, avendovi provveduto interamente in via esclusiva.

Risarcimento danni per privazione della figura materna

La richiesta di risarcimento danni non patrimoniali avanzata dal figlio è stata rigettata dal Tribunale. Il Tribunale ha riconosciuto che l’assenza prolungata della madre, durata quasi un decennio, rappresenta una violazione dei doveri genitoriali. Tale inadempienza è, potenzialmente, fonte di responsabilità civile: il c.d. danno endofamiliare. Tuttavia, la domanda è stata respinta per mancanza di prove concrete del danno subito. Il Collegio ha sottolineato che il danno non patrimoniale previsto dall’art. 2059 c.c. non è “in re ipsa” (automatico), ma richiede la dimostrazione di un pregiudizio effettivo, come un’alterazione della personalità o un radicale cambiamento di vita, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione (sentenze n. 2056/2018 e n. 28742/2018). Il figlio non ha fornito elementi probatori specifici, né ha allegato prove orali o documentali che dimostrassero un nesso causale tra l’assenza materna e un danno psicologico o relazionale.

Come ottenere il risarcimento per abbandono materno

La sentenza chiarisce che, per ottenere un risarcimento per danno endofamiliare, è indispensabile dimostrare:

  • Il danno concreto, con descrizioni dettagliate delle conseguenze psicologiche, relazionali o comportamentali.
  • Il nesso causale tra la condotta omissiva del genitore e il pregiudizio subito.
  • La violazione di un obbligo giuridico, come il dovere di assistenza morale e materiale previsto dall’art. 147 c.c..

Nel caso in esame, la CTU richiesta per valutare le condizioni psichiche del figlio è stata ritenuta superflua, poiché non può sopperire alla carenza probatoria dell’attore. Inoltre, il Tribunale ha ritenuto irrilevante la richiesta di esibizione del fascicolo dei servizi sociali dato che l’assenza materna era già pacifica.

Madre assente e risarcimento danni: conclusioni

La sentenza del Tribunale di Milano n. 10934/2024 rappresenta un punto di riferimento per chi intende richiedere un risarcimento danni per l’assenza di un genitore. Sebbene confermi il diritto al mantenimento e al rimborso delle spese sostenute, sottolinea l’importanza di provare con precisione il danno subito. Per chi si trova in situazioni analoghe, è fondamentale raccogliere prove documentali o testimoniali che dimostrino l’impatto psicologico o esistenziale dell’abbandono genitoriale. Se hai bisogno di assistenza legale per un caso simile, lo Studio Legale Molfino è a disposizione per valutare la tua situazione e offrirti una consulenza personalizzata. Contattaci attraverso la pagina contatti cliccando qui.